Una storia centenaria

Da capostazione ad oste grazie ad un pizzico di fortuna e tanta tanta passione.

Aldo Fortini - Il Capostazione

Stati Uniti d’America, fine anni ‘20. Aldo Fortini è un immigrato italiano che in terra Americana ha trovato una moglie irlandese e un lavoro che gli hanno permesso di tirare su una bella famigliola. Di mestiere fa il capostazione: un impiego sicuro e poco faticoso per gli standard dell’epoca, ma anche poco retribuito per portare avanti una compagna e quattro figli… Gli anni passano e nel 1930 Aldo e famiglia ricevono un avviso di trasferimento: destinazione Chicago, dove una piccola stazione di scambio è rimasta sprovvista del suo supervisore a causa di un malore improvviso e fatale. Il trasloco non è dei più semplici, anche perché la signora Erin Fortini è in attesa del quinto figlio, al sesto mese di gravidanza.

La casa si Aldo

Chicago città da rivitalizzare

Arrivati a destinazione, Aldo si accorge subito di essere arrivato in una città piena di vita e di voglia di fare baldoria, ma poco vivibile per chi, come lui, ha grandi sogni nel cassetto e pochi spiccioli per realizzarli. Specie adesso che un nuovo componente del nucleo famigliare sta per vedere la luce..

La svolta in un cassetto

La svolta arriva proprio da un vecchio cassetto, dove tra tanti altri effetti (e affetti) personali, Erin trova dei vecchi appunti di suo padre John, di professione distillatore. Con gli occhi lucidi per il ricordo, mostra quei fogli lisi a suo marito dove disegni e appunti spiegano passo dopo passo come ricavare whiskey dall’orzo. Da qui l’idea di trasformare i vecchi vagoni dismessi in piccole distillerie e… la casa cantoniera in uno speakeasy: i locali dove si consuma alcol a dispetto del proibizionismo. Da questo momento in poi, quella stazione diventa una delle più trafficate di Chicago, con pochi treni sui binari, ma centinaia di persone che, a ritmo di charleston, tracannano il miglior whiskey prodotto nell’Illinois. Il posto si chiama “Il forte di John” (John’s Fort, per l’appunto), nome che Aldo diede al suo locale in onore del suocero che gli lasciò quella fortuna e dell’ultimo figlio nato a cui era destinata come eredità. Dopo pochi anni il proibizionismo viene abolito, mentre il marchio John Fort diventa una garanzia di divertimento e qualità, di tradizione come quella che si tramanda da nonno a nipote. E di sogni… che spesso aspettano solo di essere tirati fuori da un cassetto.

La famiglia Fortini
We aren't slow

We aren't rock

We are John's Fort

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